«Quasi quarant‘anni e Rumore bianco è ancora un libro incombente e al tempo stesso irraggiungibile - cosí simile, nel suo mistero, a una nube, a quell‘"evento tossico aereo" sospeso in mezzo al cielo, che ne occupa il centro». Paolo Giordano «Rumore bianco è una di quelle grandi opere che si reggono sulla commedia poiché sanno che - come in Cervantes - il comico e il ridicolo, portati alla follia, dischiudono le porte dell‘abisso piú profondo, quello che ha a che fare con la morte e con la trascendenza». Nicola Lagioia «Rumore bianco è in grado di scatenare un proselitismo al limite dell‘ossessione: dopo averlo letto vorresti condividere l‘esperienza con chiunque e parlarne con chi ti capisce». Veronica Raimo Fin dalla sua prima apparizione nel 1985, Rumore bianco di Don DeLillo si è imposto come un vero e proprio romanzo di culto, apice del postmoderno americano: non a caso il successo di critica e di pubblico culminò con la vittoria del National Book Award. Meno scontato era prevedere che nei decenni successivi Rumore bianco avrebbe continuato a essere la piú precisa, divertente e inquietante mappa per orientarsi nei tempi nuovi e sconosciuti in cui la civiltà occidentale stava entrando. È come se, nei quasi quarant‘anni che ci dividono dall‘uscita del libro, la realtà si fosse messa di impegno per adeguarsi e coincidere sempre piú con l‘immaginazione di DeLillo. Oggi piú che mai quelle di Rumore bianco sono le pagine a cui tornare per fare i conti con la nostra ossessione per le merci, la fascinazione per i disastri, la dipendenza drogata dall‘informazione, il terrore in tutte le sue varianti, la paura che come una frequenza bassissima penetra costantemente nelle nostre vite, «onde e radiazioni», «il culto delle star e dei morti». Ma questo classico moderno è anche, e qui sta ulteriormente la grandezza di DeLillo, la satira feroce di chi ama i concetti piú delle persone, una commedia famigliare esilarante, la tenerissima storia di un matrimonio, sghembo e fallibile, umano e pieno d‘amore. Rumore bianco è diventato cosí uno dei romanzi piú influenti e amati dagli scrittori delle generazioni successive, a partire da David Foster Wallace e Jonathan Franzen, e tanti altri autori anche italiani. Nel 2022, Noah Baumbach ne ha tratto un film con Adam Driver e Greta Gerwig distribuito da Netflix e presentato come film d‘apertura alla 79a Mostra di Venezia. Einaudi lo ripropone in una nuova traduzione a firma di Federica Aceto che ne restituisce la freschezza e l‘incredibile modernità, tanto che anche chi l‘ha già letto avrà l‘impressione di scoprirlo ora per la prima volta. contributori TR Federica Aceto LE Riccardo Mei
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